La storia dello studio

Lo Studio Seneca Roma nasce da un’intuizione di Marta Scoppetta trasformata in un vero e proprio Progetto di uno Studio Medico e di Psicoterapia, specializzato nell’erogazione di percorsi psicoterapici di taglio analitico e trattamenti multidisciplinari integrati e nella formazione di professionisti altamente specializzati.


Le grandi cose non vengono mai fatte da una sola persona.
Sono fatte da un team di persone.

Steve Jobs

Il progetto è stato realizzato con il supporto logistico organizzativo dello studio Lexacta Global Legal Advice, nella persona di Gianluca Caracciolo, e la preziosisSsima consulenza amichevole della Gcons S.R.L..

Non è perché le cose sono difficili che non osiamo farle;
è perché non osiamo farle che le cose sono difficili.

Seneca

La ristrutturazione dell’appartamento al completo di arredi, curata dall’Architetto Stefania Tropea e dalla ditta di Simone Farano, è stata pensata in termini di massima efficacia per l’attività dello psicoterapeuta e per i servizi che lo studio si propone di erogare ai suoi utenti.

Con le parole di Marta Scoppetta, dalla premessa del progetto: “Alcune sintomatologie psichiatriche esprimono un disagio complesso e richiedono cure multidisciplinari – psicologiche, mediche, nutrizionali e psichiatriche – erogate all’interno di un progetto di cura integrato, personalizzato per ogni paziente e, se minore, per la sua famiglia, impossibile da realizzare senza competenze altamente specializzate. Fin dall’inizio della professione come psichiatra e psicoterapeuta mi sono appassionata all’applicazione del modello analitico ai trattamenti multidisciplinari integrati che è diventato negli anni il mio campo elettivo di interesse, traducendosi nel lavoro clinico in una intensa collaborazione con colleghi analisti, psicoterapeuti, nutrizionisti e medici, dapprima in contesti istituzionali e poi in ambito privato. Molto presto mi sono trovata a ricevere un numero di richieste di trattamenti psicoterapici superiore a quelli che potevo seguire personalmente e che ho pertanto affidato a colleghi di fiducia. A seguito della pubblicazione di Perché mia figlia non mangia più?, Castelvecchi Editore, ho ricevuto un ulteriore incremento delle richieste di aiuto da parte di pazienti e genitori cui si sono affiancate le richieste di giovani colleghi in difficoltà con la loro gestione di situazioni complesse, incontri preziosi e molto stimolanti per me che considero la trasmissione del sapere ai più giovani fondamentale nella nostra professione: sono molto grata a chi ha insegnato a me e provo sempre un filo di nostalgia pensando al clima piacevole che si instaurava con molti colleghi giovani che ho avuto il privilegio di seguire durante gli incarichi istituzionali. Nonostante il mio entusiasmo, tuttavia, con il passare del tempo diventavo sempre meno capace di accogliere tutte le richieste che ricevevo e soprattutto mi sono accorta che nonostante l’utile traccia costituita dal libro, nella pratica aiutare bene i colleghi di formazioni diverse era molto difficile e molto dispendioso in termini di tempo a fronte di un’efficacia clinica solo parziale. Anche colleghi molto bravi infatti, provenendo da formazioni ed esperienze diverse, non comprendevano immediatamente quelle stesse indicazioni che apparivano molto semplici tra colleghi cresciuti a partire da una matrice comune e realizzare quelle operazioni di integrazione indispensabili per la cura diveniva meno efficace senza la condivisione dello stesso modello di trattamento. Con queste premesse, ho pensato di dare vita a questo progetto, sperando sia un altro mezzo per arrivare a curare bene più persone”.